4 errori da evitare sui Social media nel settore finanziario

 

I social media hanno cambiato radicalmente il mondo del marketing. Ormai lo sanno anche i muri. Oggi tutte le aziende devono essere presenti online, i consumatori se lo aspettano e ci rimangono male se ciò non accade. E noi non vogliamo deludere i nostri potenziali clienti.

Nel settore finanziario, però, creare una presenza online credibile, professionale e coerente non è così semplice e scontato. In alcuni casi, gli istituti finanziari che hanno voluto creare una propria presenza online sui social media sono diventati troppo auto-promozionali, ottenendo scarsi risultati e perdita di credibilità. Altri, invece, hanno provato una strategia alternativa, magari di story-telling ed engagament, creando un profilo divertente che strappa qualche like ma con scarso ritorno sull’investimento di tempo e denaro.

Nel settore del Marketing Finanziario, più che in qualsiasi altro settore, serve individuare un equilibrio stabile tra innovazione e credibilità per evitare di allontanare i potenziali clienti con una strategia troppo aggressiva o poco pertinente. Noi abbiamo una personale opinione dell’utilizzo dei social in questo vertical specifico e se vuoi saperne di più possiamo parlarne! Nel frattempo, possiamo condividere cosa non fare!

Persona In Possesso Di Iphone Mostrando Cartella Reti Sociali
Di seguito 4 cose da NON FARE sui social nel settore finanziario:

1. IGNORARE I COMPETITORS

 

  • Cosa attrae maggiormente i consumatori?
  • Quali argomenti sono i più consultati?
  • Quali immagini e hashtag utilizzano?
  • Usano un tono simpatico o professionale?
  • Quale immagine di profilo e di copertina utilizzano?
  • Come si presentano online?

 

Lo studio approfondito del lavoro svolto dai concorrenti è sempre un ottimo modo per crearsi la propria strategia. Innanzitutto, usa i tuoi strumenti di analisi per scoprire quali canali stanno indirizzando il traffico al tuo sito web, quindi concentrati sul lavoro che i tuoi concorrenti stanno facendo su questi canali e prendi su ciò che sia giusto o sbagliato.

I social media più utilizzati nel mondo finanziario italiano sono senza dubbio Linkedin e Facebook. Sono inoltre presenti appositi strumenti che consentono di semplificare l’analisi dei competitors su queste piattaforme, facilitandone questa fase.

 

2. FOCALIZZARSI SU SE STESSI

 

Una regola fondamentale dei Social Media è di non abusare mai di contenuti auto-promozionali. Inoltre, rendere il contenuto più personalizzato è un’ottima strategia per aumentare il tasso di coinvolgimento.
Metterci la faccia è un’importante fonte di fiducia per il tuo brand, soprattutto nel settore finanziario dove i clienti sono sempre più diffidenti nei confronti degli istituti.

Qual è, dunque, la dose giusta tra contenuti auto-promozionali ed altri contenuti?

Un buon inizio è pubblicare una promozione ogni 10 contenuti diversi. Ovviamente la misura più efficiente si troverà solamente attraverso l’esperienza, capendo il comportamento del pubblico per mezzo di strumenti Analytics e provando numerose combinazioni.

 

3. NON MENTIRE E NON CREARE ILLUSIONI

 

Una strada facile per ottenere commenti, visualizzazioni ed interazioni sui social può essere quella di pubblicare grafici e statistiche palesemente falsi, magari che rappresentano proiezioni e non dati effettivi. Non farlo! Il tuo potenziale cliente merita rispetto e trasparenza, soprattutto perchè se ti contatta è per discutere di un argomento delicato come un prestito, un mutuo, un’assicurazione e l’ultima cosa che vorrebbe è sentirsi preso in giro. Evita propagande surreali e non aver paura di evidenziare anche i limiti della tua offerta: questo ti permetterà di avere forse meno contatti, ma sicuramente più in target e più informati sul prodotto/servizio che offri.

 

4. PUBBLICARE SOLO SU FACEBOOK

 

Facebook è per tutti, e su questo non ci piove. Ma per una banca, un’agenzia finanziaria o una società di mediazione creditizia è fondamentale essere presenti su Linkedin, in quanto gli utenti interessati cercheranno l’azienda in prima battuta su questa piattaforma proprio per valutarne l’attendibilità. È in questo modo che si otterrà la fiducia dei potenziali clienti, che poi si appassioneranno al lavoro dell’azienda e quindi decideranno di acquistare. Una volta realizzata la pagina aziendale, per gli stessi motivi di cui sopra, sarà importante collegarvi immediatamente i profili di dirigenti e staff.

Questi ultimi dovranno poi tenere sui loro profili social comportamenti conformi ai valori dell’azienda. In primis per non creare discrepanze, e poi per evitare che l’azienda stessa sia responsabile di comportamenti illegittimi.

Questi sono gli errori da evitare per gestire al meglio una presenza sui social, anche se minima. A volte, il troppo stroppia!

 

4 errori da evitare sui Social media nel settore finanziario

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8 nuovi trend del Marketing finanziario

 

Fino a qualche tempo fa, quando si parlava di marketing finanziario si pensava ad un team in giacca e cravatta che ogni giorno cercava di accaparrarsi spazi pubblicitari su carta stampata, elaborava brochure e opuscoli e ingaggiava servizi di volantinaggio ad alta intensità! La rivoluzione digitale, da ormai diversi anni, ha cambiato totalmente gli schemi, dando modo al marketing finanziario di evolversi, svecchiarsi ed innovarsi!

Anche le banche, le finanziarie e gli intermediari del credito fanno ormai parte di questa digitalizzazione e hanno imparato ad aprirsi alle nuove opportunità offerte dal marketing finanziario online scegliendo i giusti partner specializzati in strategie e campagne di digital marketing dai risultati finalmente tangibili.

 

Immagine gratuita di avviare, azienda, computer

 

1. La digitalizzazione

Il settore finanziario, giorno dopo giorno, ha considerato il marketing online un elemento essenziale per il suo sviluppo, soprattutto per la sua efficacia e misurabilità, arrivando in certi casi a triplicare vendite di prodotti o servizi riducendo sforzi ed impegni economici.

L’utilizzo dei motori di ricerca, la produzione costante di contenuti e l’utilizzo di Landing Page sono solamente alcuni strumenti digitali utilizzati dagli istituti di credito per aumentare i loro profitti. L’utilizzo di questi mezzi è strategico per  ogni attività di marketing ed è destinato a diventare la prima fonte di generazione di profitto.

 

2. Lead Generation

Nel settore finanziario l’evoluzione principale ha riguardato la definizione dell’obiettivo finale: non più promuovere alla massa i propri prestiti a tasso fisso o il proprio conto corrente agevolato. Si è passati a chiedere in modo discreto ma mirato un’azione da parte di un utente che è stato accuratamente selezionato come potenziale cliente: l’iscrizione alla newsletter, la compilazione di un form di contatto, l’iscrizione ad un webinar. Noi la chiamiamo “call to action” ed è il nostro obiettivo quotidiano: l’invito all’azione spontanea del potenziale cliente che lascia i suoi recapiti perchè interessato al prodotto/servizio finanziario offerto. Una delle metriche più importanti è ,senza dubbio, il “cost per lead”, che evidenzia come gli istituti bancari stiano spostando l’obiettivo dal fare semplice pubblicità a generare una base solida di potenziali clienti.

 

3. Storytelling e “tone of voice”

Nell’ultimo periodo il settore finanziario ha iniziato ad approcciarsi anche a strategie di marketing più “soft”, come lo storytelling, arma pungente della comunicazione che ci piace definire come “l’arte di sapersi raccontare”.

Creare e, successivamente, raccontare una storia con il giusto “tono di voce” suscita numerose emozioni, e saper utilizzare queste emozioni per creare un legame con il pubblico del proprio brand è diventato strategicamente fondamentale nel mondo del marketing per distinguersi dagli altri ed essere “scelti”.

Facendo uso di una strategia omnicanale è possibile implementare l’effetto dello storytelling, seminando piccoli pezzettini di storia su ogni canale che si ha a disposizione. Questa strategia dà vita alla personalità del proprio marchio e permette di ottenere risultati duraturi nel tempi.

 

 4. Target personalizzato

Gli strumenti digitali di analisi odierni mostrano infinite possibilità di conoscere, segmentare e selezionare accuratamente il nostro pubblico di riferimento. Insieme ad età e fascia di reddito quindi, oggi è possibile sapere hobby, stile di vita, professione, interessi, ricerche frequenti, bisogni e brand preferiti del nostro target di riferimento, creando campagne di marketing personalizzate.

 

5. Interazione “visiva”

Nel mondo digital, immagini e video sono diventati i veri protagonisti della comunicazione, molto più delle parole.

In una società dove la soglia dell’attenzione scarseggia, catturare l’interesse del pubblico è oggi la priorità più assoluta. Con ciò, l’impatto visivo regala il vantaggio di riuscire a trasmettere emozioni in modo molto più efficiente ed efficace.

Saper sfruttare tutte le opportunità dei social (sia da computer che da mobile) per raggiungere il massimo dalle proprie campagne di marketing è fondamentale anche per il settore finanziario. E quindi via libera a creatività, banner visual, campagne display e social adv!

 

6. Contenuti di alta qualità

Non dimentichiamoci mai, però, delle keywords, le parole chiave su cui si fonda una strategia di marketing volta alla lead generation. Soprattutto nel settore finanziario, non basta parlare. Bisogna saper parlare. Creare e produrre contenuti interessanti darà visibilità al brand, facendo aumentare l’engagement del pubblico e ottenendo un bel punteggio di qualità da parte degli spider di Google!

 

7. Servizi rapidi e accessibili

Oggi offrire servizi rapidi e accessibili ovunque è alla base di qualsiasi strategia di prodotto o di servizio. Il mobile ha avuto un ruolo predominante nella semplificazione dei contenuti, dei servizi, delle interazioni, perchè ha reso necessario l’essere sintetici, immediati ed esaustivi. Poche parole, messaggi chiari ed efficaci, pochi clic, magari soltanto uno! Bisogna cercare di investire risorse nello sviluppo di applicazioni digitali efficienti che permettano l’accesso rapido a tutti i servizi, soprattutto da smartphone.

 

8. Togliere, non aggiungere

Il lavoro di marketing di oggi, nel settore del banking, si indirizza verso la chiarezza, la semplicità e l’immediatezza del messaggio offerto: più il messaggio sarà semplice e immediato, più efficace e produttiva sarà la comunicazione.
Se si vuole conquistare l’attenzione del pubblico, bisogna andare dritti al punto, dando vita ad un’esperienza multicanale con interfaccia semplice e intuitiva.

 

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Qualsiasi attività si voglia promuovere online, il primo passo da compiere è capire come e dove investire e in questo passaggio una delle domande più frequenti che ci si pone è “mi conviene  investire in pubblicità a pagamento su Google o concentrarmi sull’ottimizzazione SEO?”.

 

Partiamo dalle definizione per capire la differenza tra SEO, SEM e Paid Advertising.

  • SEO (SEARCH ENGINE OPTIMIZATION) : attività di ottimizzazione di un sito volte a migliorare il suo posizionamento tra i risultati organici dei motori di ricerca.

 

  • SEM (SEARCH ENGINE MARKETING) : attività di marketing (online) volte a migliorare il posizionamento di un sito web tra i risultati a pagamento dei motori di ricerca.

 

  • PAID ADVERTISING: insieme di attività di marketing (online) a pagamento per generare traffico di qualità e in target tramite annunci sponsorizzati (rete display, facebook, retargeting ecc.)

Ottimizzazione SEO sito web: come si ottimizza un sito web per Google

 

Paid Adv e Ottimizzazione seo: quale scegliere?

Sia la Paid Adv che la SEO sono strumenti indispensabili per qualsiasi business online. La SEO, infatti, dovrebbe essere la base per chiunque abbia un business online perché è un’attività continua, costante e con risultati “gratuiti” a lungo termine. L’acquisto di traffico online tramite campagne SEM pay per click è un’ottima soluzione per massimizzare l’efficacia della strategia di marketing e per ottenere risultati nel breve periodo perché, come detto, la “scalata” alle prime posizioni di Google è immediata. Porterà immediatamente traffico al sito web aziendale e, se la campagna è impostata correttamente, fornirà all’azienda autorevolezza e si farà spazio tra la concorrenza.

 

Nella fase, quindi, decisionale tra SEO e SEM è importante chiedersi:

  • Che obiettivi abbiamo?
  • Quanto tempo abbiamo per concretizzarli?
  • Quali risorse abbiamo a disposizione per queste attività?
  • Abbiamo del budget da investire?

 

Se, ad esempio, il nostro business ci richiede la generazione di lead qualificati con costanza e regolarità e ci impone la necessità di profilare il nostro target, anche a livello territoriale, sicuramente non si potrà prescindere dalle campagne SEM che permettono di posizionare immediatamente gli annunci a pagamento tra le prime posizioni di Google, ottenere lead qualificati e controllare dove pubblicare gli annunci e a chi farli vedere.

 

Al contrario, un business con un raggio d’azione più ampio che ha obiettivi di lungo periodo e mira ad un posizionamento organico del proprio brand su keywords molto competitive e di copertura nazionale, dovrà sicuramente impostare una buona strategia SEO dall’inizio, puntando sulla creazione di nuovi contenuti di qualità in maniera costante e strategica.

 

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Settore finanziario nell’epoca post Covid: novità

Le novità del settore finanziario nell’epoca post Covid

La cessione del quinto è uno degli argomenti più caldi per quanto riguarda il settore finanziario nell’epoca del Covid. Gli aspetti riguardanti tale questione e meritevoli di approfondimento sono molteplici. Momentaneamente questo settore sta vivendo (come molti altri) una fase di contrazione, dovuta ovviamente alle difficoltà economiche causate dalla pandemia ancora in corso. E tale rallentamento va ad interrompere un percorso di crescita che era iniziato nel 2016 e che era stato costante fino al 2020. Tuttavia la cessione del quinto sta subendo una crisi meno accentuata rispetto ad altri settori. Sarà però necessario un atteggiamento diverso rispetto al passato e che sia maggiormente in linea con il mutato contesto.

 

Settore finanziario e mondo digital: il nuovo rapporto con il cliente

Gli agenti devono essere consapevoli che il modo in cui hanno fatto business nel passato cambierà rapidamente: la clientela si è abituata a interagire in modo diverso. A conferma di ciò ricordiamo che, stando ai dati dell’osservatorio del Sole 24 Ore, gli acquisti online nell’ambito del commercio al dettaglio sono aumentati del 20% nel 2020; mentre i pagamenti digitali sono cresciuti in maniera esponenziale. Se prima il cliente contattava personalmente il consulente, oggi può scegliere se incontrare il consulente o concludere la pratica online.  La pandemia ha si impresso una forte accelerazione al digitale, ma la consulenza sarà sempre fondamentale per gli investimenti importanti. I clienti hanno necessità di un consulente che li accompagni fino alla chiusura della pratica. Oggi questo lavoro può avvenire anche con l’uso delle piattaforme online, ma l’attività di consulenza non può prescindere dalla componente umana, che è alla base del customer journey.

 

Nuova strategia nel settore finanziario: la diversificazione

È giusto quindi l’ottimismo, ma restano necessari degli accorgimenti. Oltre all’attenzione verso il mondo digital, per far si che il settore possa uscire indenne dalla crisi, c’è un’altra strada che merita di essere percorsa, ossia quella della diversificazione. Aumenterà inevitabilmente la competizione su questo mercato, con un costo del denaro prossimo allo zero la pressione sui margini continuerà ad essere forte. E questo renderà la torta meno ricca per tutti. Sarà perciò essenziale diversificare. Per questa ragione i consulenti si presentino come punto di riferimento per qualsiasi bisogno in termini di credito. Un esempio di diversificazione è la trasformazione da specialisti monoprodotto a consulenti multiprodotto. La rete distribuisce cessione del quinto, più i prodotti mutui e tfs (lending) e si occupa di apertura conto corrente e polizze di protezione ramo danni (cross selling).

 

Il ruolo fondamentale della Lead generation nel settore finanziario

 

 

Inbound Marketing Funnel

Oggi ogni azienda legata al settore finanziario può raccogliere e analizzare dati da tutti i canali e comunicare con i propri clienti in tempo reale attraverso messaggi interattivi e personalizzati. Chiaramente l’automationmarketing è uno strumento rivoluzionario per fornire supporto alle imprese, ma sta diventando uno strumento molto efficace anche per il settore finanziario. In questo settore, in particolar modo, i clienti possono ricevere tutte le informazioni su preventivi o altri servizi direttamente via email o telefono. Inoltre, possono ottenere promozioni esclusive a loro riservate e riattivare condizioni contrattuali attraverso canali diretti con istituzioni finanziarie, ecc. Tutto questo perché i contatti sono all’interno di un database di profilazione, e se gestiti con attenzione, qualità e precisione possono continuare a fare profitti anche per molto tempo. Inoltre, anche se un contatto non produce risultati, rimarrà nel database e ciò consentirà di essere “riscaldato” in seguito.

Riprendere a lavorare un contatto raffreddato, permetterà di creare una nuova offerta e un nuovo servizio. Dunque, la digitalizzazione delle relazioni con i clienti rappresenta una grande possibilità per ottimizzare le opportunità di contatto,  per proporre soluzioni e contenuti rilevanti in questo settore.

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Lead generation nel settore finanziario: perché e come farla

Lead generation online: perché è diventato uno strumento indispensabile anche nel settore finanziario? A dettare legge, anche in questo caso, non sono tanto le regole di mercato quanto i comportamenti degli utenti.
Spieghiamoci meglio: se prima la fase di acquisto era articolata in due momenti chiave, ora se ne è aggiunto un terzo. Al “First Moment Of Truth” (momento in cui il potenziale cliente entra in contatto con il prodotto) e al “Second Moment” (fase successiva all’acquisto in cui si valuta il grado di soddisfazione), si è aggiunto lo “Zero Moment Of Truth”. Questo ZMOT rappresenta, oramai, stadio più importante, quello del processo decisionale di acquisto in cui il consumatore, stimolato da un bisogno, raccoglie informazioni in rete e valuta se acquistare o meno un dato prodotto, prima ancora di entrare in contatto fisico con il prodotto medesimo.

Proprio in questo momento ESSERCI è decisivo. Per esserci, bisogna farsi trovare da chi ci sta cercando. Con le campagne di lead generation nel settore finanziario, e non solo, si agisce proprio in questa direzione, posizionando annunci mirati online che verranno visti e “cliccati” dai potenziali clienti in target.

 

The Zero Moment of Truth (ZMOT) • Connect Nigeria

 

 

Lead generation. Dal “Zero Moment of Truth” al “First Moment of Truth”: come farsi scegliere tra tanti

La lead generation consente di avere a disposizione a un database di contatti che hanno mostrato un interesse verso un determinato tipo di prodotto o servizio. Per creare questo database non è sufficiente pubblicare annunci sponsorizzati sul web, ma bisogna mettere l’utente in condizione di sceglierci tra tutti gli altri competitors. Nel settore finanziario, questa operazione è abbastanza complessa proprio per la natura stessa del prodotto: la richiesta di un prestito online è delicata e prevede delle dinamiche comportamentali molto diverse dall’acquisto, ad esempio, di un maglione su un e-commerce, nonostante non ci sia la richiesta di un pagamento immediato ed il preventivo sia completamente gratuito e senza impegno. Rispettare l’utente e le sue esigenze è il punto più importante e, per farlo, bisogna trattare l’argomento con il tono giusto e le parole giuste.

 

ZMOT: Cos'è lo Zero Moment Of Truth? | Sii Digitale

 

 

Dal “First Moment of Truth” al “Second Moment of Truth” : come gestire al meglio il lead anche dopo la conversione?

Ricapitoliamo: il processo si articola in varie fasi, descritte dal cosiddetto “funnel” o “Imbuto”. L’azienda realizza una campagna di lead generation. Il cliente che si interessa al servizio clicca sulla campagna e atterra su una landing page ad hoc. A quel punto si troverà di fronte ad una leadform, in cui gli verranno chiesti pochi ma essenziali, dati personali di contatto. Il cliente che li rilascerà, al fine di essere contattato, diventerà un prospect.

A quel punto si genera il lead. L’azienda lo riceverà e lo dovrà gestire nel più breve tempo possibile (cosiddetto effetto “wow”). Alcuni prospect si trasformeranno in clienti nel momento in cui completeranno il processo di acquisto. Noi li chiamiamo “lead convertiti” e rientrano nel famoso “tasso di redemption” che utilizziamo per valutare l’efficacia di una campagna di lead generation. Ma non finisce qui: il potenziale di un lead non di esaurisce con la sua conversione, ma può essere molto più grande!

Nel settore finanziario, in particolare, i clienti potranno ricevere future informazioni sulle offerte e/o in maniera diretta, tramite email o telefono, accedere a promozioni esclusive riservate solo a loro, riformulare le condizioni del proprio contratto tramite un canale diretto con l’agenzia finanziaria ecc.  Tutto questo perché sono entrati in un database profilato che se viene gestito con attenzione, qualità e precisione  può continuare ad essere proficuo anche per anni. Inoltre, anche qualora un lead non porti frutti, resterà comunque nel database. In questo modo potrà essere successivamente “riscaldato” (nurturing). Il riprendere in mano un lead raffreddato consente poi di poter proporre una nuova offerta, un nuovo servizio.

4 errori da evitare sui Social media nel settore finanziario

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Lead generation: Webinar Simplybiz – UP Finance

Lead generation: il Webinar su Simplybiz per Agenti Finanziari

Per iniziare al meglio questo 2021 ricco di aspettative e speranza, abbiamo pensato a qualcosa che potesse rispondere alle domande e le perplessità che solitamente ci presentano i nostri nuovi clienti quando approcciano per la prima volta una campagna di lead generation online.

In collaborazione con SimplyBiz, testata giornalistica di riferimento per il mercato finanziario – e non solo – abbiamo realizzato un ciclo di 3 webinar dedicati proprio alle campagne di lead generation nella cessione del quinto e rivolto, quindi, a tutti gli operatori di settore che sono attivi o hanno intenzione di attivare una campagna di promozione online per generare nuovi contatti profilati.

Il corso si svolgerà interamente online e prevede tre appuntamenti di 1 ora e 30 minuti ciascuno e inizierà il 5 febbraio.

È POSSIBILE ISCRIVERSI ACQUISTANDO IL BIGLIETTO IN EARLY BOOK FINO AL 31 GENNAIO DIRETTAMENTE QUI

 

Ecco i dettagli:

1. COSA FARE PRIMA: COME ORGANIZZARSI AL MEGLIO PRIMA DI INIZIARE UNA CAMPAGNA DI LEAD GENERATION ONLINE

In questo primo modulo del 5 Febbraio presenteremo “Gli Indispensabili”, ovvero i 5 requisiti necessari da verificare prima di iniziare una campagna di lead generation per evitare investimenti senza rendimento.

Questo webinar ha l’obiettivo di rappresentare un pezzo fondamentale del proprio “libretto di istruzioni” completo di strategie operative e strumenti concreti su come organizzare, convertire e valutare una campagna di Lead Generation tramite i canali di online di advertising, sia che questa venga gestita internamente sia che venga affidata ad un’agenzia di marketing specializzata.

CORSO ONLINE
5 febbraio 2021

ORE 12.00/13.15

ACQUISTA IL BIGLIETTO IN PROMO QUI

 

 

2. COSA FARE DURANTE: COME VALUTARE LE PERFORMANCE IN CORSO E IL CONCETTO DI “REDEMPTION PERSONALIZZATA” 

In questo secondo modulo del 12 febbraio affrontiamo i possibili scenari che possono verificarsi dal primo giorno di campagna, quali elementi analizzare per giudicare l’andamento dell’attività e quello che si può fare per ottimizzare da subito l’investimento.

Questo webinar ha l’obiettivo di rappresentare un pezzo fondamentale del proprio “libretto di istruzioni” completo di strategie operative e strumenti concreti su come organizzare, convertire e valutare una campagna di lead generation tramite i canali di online di advertising, sia che questa venga gestita internamente sia che venga affidata ad un’agenzia di marketing specializzata.

CORSO ONLINE
12 febbraio 2021
ORE 12.00/13.15

ACQUISTA IL BIGLIETTO IN PROMO QUI

 

 

3. COSA FARE DOPO: COME MASSIMIZZARE LA REDEMPTION NEL LUNGO PERIODO SFRUTTANDO IL FUNNEL

In questo terzo ed ultimo modulo del 19 febbraio analizzeremo alcuni dettagli della redemption e scopriremo l’esistenza di altri fattori, spesso ignorati, che incidono enormemente sul successo/insuccesso della campagna. Attraverso la presentazione del funnel e delle opportunità di cross-marketing, scopriremo come poter sfruttare il potenziale del lead “freddo” anche nel lungo periodo per monetizzare al massimo l’investimento. 

CORSO ONLINE
19 febbraio 2021
ORE 12.00/13.15

ACQUISTA IL BIGLIETTO IN PROMO QUI

 

 

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Coronavirus e mercati finanziari: la situazione reale

Coronavirus e mercati finanziari: com’è davvero la situazione?

Coronavirus. Il 2020, un anno sicuramente difficile da dimenticare. La pandemia ha interessato, in modalità differenti, ogni settore, incluso quello dei prestiti e dei mutui. Questo mercato, infatti, durante il periodo della pandemia da Coronavirus, ha subito una notevole flessione che, fino a qualche mese fa, allarmava gli operatori del settore. Ma la situazione è davvero così preoccupante?

Senza dubbio la mancanza di fiducia, dovuta alla crisi economica (ulteriormente aggravata dal blocco delle attività produttive durante il lungo periodo di lockdown), ha interessato e colpito le famiglie italiane. Queste ultime infatti, a causa del mutato contesto economico, si sono trovate a dover rivedere i propri progetti, e, spesso, a dover bloccare gli investimenti programmati. Tutte le decisioni circa il riprendere o meno quanto prefissato sono state rimandate ad un periodo successivo (e legate ad eventuali miglioramenti).  Nel frattempo si è tenuto sotto osservazione l’andamento della situazione a livello nazionale, nell’attesa (e nella speranza) che si tornasse ad una maggiore stabilità.

Mercato dei mutui in crescita

Il dottor Roberto Anedda*, vicepresidente e direttore Marketing del Gruppo MutuiOnline, in merito a ciò, ha proposto un’analisi rassicurante, sottolineando come la situazione sia diversa rispetto a quanto si possa percepire. “Il mercato dei mutui ha recuperato da Maggio tanto da essere tornato a livelli simili al periodo pre-crisi”.

”Sono state smaltite buona parte delle operazioni che avevano subito un rallentamento amministrativo a causa del lockdown. Soprattutto, è evidente che il mercato è molto dinamico e interessato. Le famiglie sono rimaste abbastanza focalizzate sulla possibilità di acquisto immobiliare nonostante le incertezze generate dalla situazione attuale”, ha poi proseguito.

Il settore ha, dunque, subito un rallentamento inevitabile, ma sarebbe erroneo parlare di crisi. La chiusura delle attività ha, infatti, impedito la realizzazione dei processi di compravendita (a seguito della chiusura degli uffici pubblici competenti) e ciò ha condotto al sopra citato rallentamento. Tuttavia, la ferita si è immediatamente rimarginata non appena la situazione si è normalizzata, grazie anche alla riapertura delle attività della Pubblica Amministrazione.

Rapporto tra le banche italiane e la pandemia

Il rapporto tra le banche e la pandemia non è stato negativo, anzi, ha regalato un ottimo momento alla clientela italiana. I tassi d’interesse sono infatti arrivati ai minimi storici, e ciò ha permesso agli investitori di ottenere condizioni economiche favorevoli. A tal proposito si può citare di nuovo Roberto Anedda*: “Da parte delle banche c’è interesse a supportare la richiesta di finanziamenti grazie al costo del denaro che è ai minimi. Quindi abbiamo la possibilità di avere rate certe e contenute che permettono di affrontare un acquisto immobiliare in modo sereno e ponderato”.

Diverso il discorso per ciò che concerne il settore dei prestiti, il quale rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, ha evidenziato un calo nelle erogazioni. Secondo Anedda* è il settore nel suo complesso a trovarsi in sofferenza almeno in termini di volume, e il motivo lo spiega con queste parole: “Nel settore prestiti si ripercuotono le problematiche più immediate legate al Covid, in particolare per quanto riguarda la redditività delle attività economiche. Ciò ha creato meno possibilità di contrarre debiti e meno “voglia” di sottoscrivere finanziamenti”.

Coronavirus, aumentano i prestiti a privati e imprese

In conclusione, la pandemia da Coronavirus continua a incidere sul mercato del credito. Le ingenti esigenze di liquidità connesse all’emergenza sanitaria nel terzo trimestre hanno continuato a stare dietro all’aumento della domanda di prestiti da parte delle imprese e dei privati. Questo è quanto ha indicato Banca d’Italia, evidenziando che, nel frattempo, è tornata ad aumentare anche la domanda di mutui delle famiglie per effetto del supporto proveniente, come citato prima, dalla riduzione del livello generale dei tassi di interesse.

Per il trimestre in corso le banche si attendono un ulteriore, seppur più contenuto, aumento della richiesta di fondi da parte delle imprese. La domanda di mutui delle famiglie rimarrebbe sostanzialmente invariata, sullo slancio, rilevato dall’Osservatorio di MutuiOnline, delle richieste di mutui per l’acquisto della prima casa registrato nel trimestre a novembre (48% del totale).

Il fatto che il settore stia assistendo ad una crescita importante nonostante il momento, si può evincere da un fattore in particolare. Le aziende che offrono servizi finanziari, infatti, stanno investendo in maniera importante nelle campagne di lead generation, posizionandosi in questo modo sui canali digital e social per cavalcare l’onda di tale sviluppo.
Per maggiori informazioni su questo aspetto è possibile consultare il sito Up Finance, il nostro servizio di Lead Generation Advanced dedicato esclusivamente al settore finanziario.

*Fonte intervista: https://www.mutuionline.it

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Non solo Google: la Lead Generation con Facebook

Non solo Google: la Lead Generation con Facebook

Uno dei canali digital in grado di generare grandi volumi di traffico e leads è Google Ads, fino a qualche tempo fa conosciuto come Google Adwords, lo spazio dedicato all’advertising sul motore di ricerca basato sull’utilizzo principalmente di parole chiave. Ad oggi Google Ads si conferma, almeno nella lead generation profilata come quella che attiviamo noi, lo strumento più performante soprattutto in termini di qualità dei leads. La problematica di Google Ads è semplicemente una: il costo sempre più elevato dei clic dovuto alla competizione sempre più agguerrita su keywords dall’alto valore di conversione. Per cercare di ridurre il costo unitario finale di ogni lead e aumentare la quantità dei contatti generabili, entra in gioco Facebook, il social network per eccellenza, che ha potenziato il suo pannello di advertising arrivando – quasi – a fare concorrenza a Big G.

Nella nostra strategia integrata di lead generation, Facebook scende in campo solitamente dopo almeno il primo mese di attività di lead generation “pura” tramite la rete di ricerca Google. Questo perchè il canale diretto degli utenti che cercano attivamento il prodotto/servizio che sponsorizziamo ci serve per avere dati e informazioni preziose da sfruttare sugli altri canali, tra cui proprio Facebook.

Come raccogliere informazioni dalle persone interessate alla tua azienda.

Si chiama Facebook Leads Ads ed è una tipologia di campagna adv disponibile nel business manager che ha l’obiettivo di acquisire i dati di contatti di un utente profilato per interessi, comportamenti pertinenti alla tua azienda o al tuo prodotto/servizio. Le inserzioni per acquisizione contatti sono simili alle normali inserzioni fb (con immagini o video, testo e breve descrizione, call to action), ma quando un utente clicca su di esse visualizza un modulo già compilato con le informazioni che ha precedentemente condiviso con Facebook, come il proprio nome, cognome, email e numero di telefono. Il modulo può anche contenere campi aggiuntivi che si possono inserire in fase di creazione dell’inserzione, anche se il nostro suggerimento è sempre di richiedere il minor numero di informazioni al primo contatto per non allontanare l’utente più pigro o diffidente.

 

Si possono usare le inserzioni Facebook Leads Ads in moltissimi modi:

 

  • Iscrizioni a newsletter
  • Moduli di richiesta
  • Offerte o promozioni
  • Iscrizioni ad eventi
  • Download di white paper
  • Preventivi
  • Test drive
  • Iscrizioni a webinar
  • Prenotazioni
  • Consultazioni o demo
  • Molto altro ancora…

 

Un passo in più: Il Retargeting con Facebook Leads Ads

 

Oltre che per nuove acquisizioni, le campagne di lead generation su facebook con il modulo precompilato possono essere molto performanti se utilizzate con un pubblico specifico, come ad esempio un pubblico che ha già visitato il nostro sito o landing page ma non ha compilato il modulo al primo tentativo. Tracciando questi utenti con il pixel, è possibile categorizzarli in un segmento di pubblico di “non convertiti” che può diventare il pubblico destinatario di un adv specifico tramite Facebook in cui il modulo viene semplificato al minimo per invogliare l’utente a lasciarci finalmente i suoi dati. Il tasso di conversione delle campagne di retargeting può arrivare anche al 40%. Provare per credere!


Il potere della Lead Generation Brandizzata

Il potere della Lead Generation Brandizzata

Uno degli obiettivi più comuni tra i proprietari di attività commerciali sia locali che online, è quello di aumentare le vendite generando leads, cioè contatti di potenziali clienti da gestire commercialmente. Ciò spesso significa ancora rivolgersi a portali automatici o terze parti per acquistare profili già generati solitamente “a pacchetti” pagando per costo unitario. In termini di quantità, questo sistema funziona e permette di avere esattamente la quantità di lead che si desidera gestire. Ma come sono questi lead? Spesso, purtroppo, la qualità dei leads acquistati non vale la spesa e diventa necessario incrementare la quantità a costi aggiuntivi oppure ricorrere a strade alternative per la generazioni di contatti.

La nostra visione di lead generation è esattamente l’opposto dell’acquisizione di lead tramite terzi perchè si fonda su 3 elementi chiave:

  • Il Brand. Le campagne di lead generation vengono realizzate per conto del cliente ed utilizzano, quindi, esclusivamente il su brand. Ne consegue che il brand ottiene moltissima visibilità e si rispetta il principio di trasparenza nei confronti dell’utente finale che ha subito chiaro chi è il suo interlocutore nel momento in cui gli viene chiesto di lasciare i suoi dati personali per essere ricontattato. La lead generation brandizzata innesca un meccanismo di riconoscimento e fiducia che agevola la gestione commerciale del potenziale cliente.
  • L’esclusività. Ogni nostro cliente ha una sua campagna di lead generation per cui ogni lead ottenuto sarà di sua esclusiva proprietà e non verrà mai condiviso con altri. Quando di acquistano contatti da terze parti, invece, nella maggior parte dei casi lo stesso contatto viene venduto a più competitors perdendo, quindi, valore in termini di “conversione”. Un contatto esclusivo, inoltre, riduce il fenomeno della lotta al ribasso per cercare di essere più convenienti o competitivi rispetto agli altri con la possiblità di ridurre in modo esagerato il margine di profitto di ogni lead.
  • Multi-settorialità e Multi-canalità. Le campagne di lead generation sono campagne a risposta diretta che stimolano i clienti a intraprendere un’azione specifica, ad esempio la registrazione ad una newsletter, la richiesta di un preventivo, la prenotazione di un tavolo. Anche la vendita un prodotto tramite ecommerce può partire da un lead, quindi la lead generation è in assoluto la tipologia di campagna che si presta alla maggior parte dei settori. E’ possibile, inoltre, catturare l’attenzione dell’utente per la primissima volta in diversi momenti della sua navigazione online e non solo quando sta attivamente cercando ciò che noi offriamo. La lead generation, infatti, può iniziare su Facebook tramite una profilazione utente per interessi oppure sulla rete Display di Google tramite profilazione per comportamenti e argomenti, per poi proseguire tramite email, banner oppure ri-comparire su Facebook con attività di retargeting avanzato.

    La potenza della lead generation online è infinita se viene fatta con il proprio Brand e con il partner giusto. Tutto parte un lead ed è per questo che è fondamentale che questo sia davvero di qualità.


Le 6 novità del marketing finanziario svelate da Google

Le 6 novità del marketing finanziario svelate da Google

Oltre 23 milioni di persone ogni mese navigano su siti di banking, insurance e investimenti alla ricerca di prodotti finanziari e assicurativi.
Una domanda sorge spontanea: come si può intercettare questa utenza e soddisfarla in modo efficiente ed efficace?

E’ evidente che è ormai necessario utilizzare nuovi strumenti e nuove metodologie di marketing finanziario per adeguarsi alla richiesta del mercato e che il volantino cartaceo e l’acquisto di “contatti al chilo” non possono più essere l’unica fonte di nuove acquisizioni. Abbiamo realizzato uno studio accurato ​in partnership con Google per individuare i 6 trends del settore finanziario che permettono di adeguare la propria strategia marketing con un approccio fondato su dati misurabili.

  1. Prestiti online: le ricerche online continuano ad aumentare. ​​La domanda online legata a queries di ricerca generiche come “Prestiti” è sempre stata elevata e nel corso del 2018 è risultata in leggera crescita. La query di ricerca “prestiti online”, invece, ha registrato una forte crescita delle ricerche negli ultimi due anni (41%) arrivando addirittura ad un +23% nell’ultimo quarter.
  2. Cessione del Quinto: la competizione aumenta ma il mercato non è saturo​​. Dal 2016 ad oggi, il prodotto cessione del quinto ha registrato un’incredibile crescita innescando una competizione spietata sui posizionamenti Google. Solo nel 2018 sono state oltre 40 mila le ricerche registrate per questa query e rispetto al 2017 l’incremento è stato del 14%. Tuttavia, il mercato legato a questo specifico prodotto finanziario è tutt’altro che saturo: ​Up Finance è la prova che è possibile inserirsi in modo strategico in questo mercato ed avere ancora un ottimo ritorno sull’investimento perchè l’approccio è cambiato: non più “quantità a tutti i costi” ma “qualità al giusto costo”.
  3. Noleggio a lungo termine: una nuova opportunità​​. Uno tra i dati più interessanti di questa ricerca riguarda un prodotto relativamente nuovo che sta registrando forti tassi di crescita ed un livello di competizione ancora basso: il noleggio a lungo termine, sia b2b che b2c. La crescita di interesse per questo asset è la più elevata nel mercato finance: +41% YoY e si prevedono balzi di crescita ancora più interessanti. A buon intenditor…
  4. Mutui: le medie mensili del mercato di investimento e traffico. ​​Il mutuo rappresenta il più classico prodotto finanziario su cui attori finanziari di piccole, medie e grandi dimensioni continuano a farsi la “guerra del CPC” (costo per clic). Nell’ultima ricerca Google relativa al periodo Gennaio/Settembre 2018, è emerso che l’investimento medio mensili su parole generiche relative a “mutui” è di circa 65.800€ tramite le sole campagne search con Google Ads e che il traffico realizzato su questi siti tramite queste campagne è di circa 59,300 clic. No, non si tratta dell’investimento più elevato nel settore: le keywords legate assicurazioni hanno raggiunto investimenti pari a 224.000€ al mese nello stesso periodo!
  5. Carte di Credito: un piccolo investimento dal grande potenziale. Oltre al noleggio a lungo termine, c’è un altro prodotto che si sta facendo strada nel settore: il conto corrente online. Le queries di ricerca più interessanti sono quelle legate alla “carte di credito” con un investimento di circa 12.100€ nei primi nove mesi del 2018 ed in volume di traffico medio di 4.150 clic. Il costo medio di ogni clic? Si aggira intorno ai 2,91€, circa la metà del cpc attuale per prodotti come prestiti e cessione del quinto.
  6. L’effetto ROPO: la crescita del contributo del digital alle vendite offline. In un periodo in cui è necessario prendere delle decisioni strategiche in tema di investimenti per il prossimo anno, il dato relativo alla crescita dell’effetto ROPO è cruciale. L’effetto ROPO, letteralmente Research Online Purchase Offline, rappresenta l’influenza degli investimenti digital sulle vendite offline dei vari prodotti finanziari e nel 2018 è stato del 44,4%. Rapportandolo al 49,8% di chi non cerca online e compra offline, è evidente che sfruttare il potenziale del digital con investimenti incrementali è diventato fondamentale.

Ma quanto si investe in Italia per le campagne digital sui prestiti? Qual è il costo medio di un clic sulla keyword “mutui online”? Quanto budget è necessario per garantirsi una copertura ottimale in Lombardia per la cessione del quinto? Che percentuale d’investimento marketing annuo si potrebbe dedicare alla promozione di nuovi prodotti come il noleggio a lungo termine?

Restano, ovviamente, ancora tante le domande alle quali abbiamo cercato di dare delle risposte esaurienti nella nostra analisi strategia del mercato finance realizzata in partnership con Google e che avremmo il piacere di condividere. Uno dei punti di forza del nostro approccio è rappresentato proprio dalla consulenza strategica, il primo ed importantissimo punto della l’innovativa metodologia S.M.A.R.T. applicata da Up Finance per la progettazione e gestione di campagne di online lead generation evolute. ​Strategia, Multicanalità, Attivazione, Relazione e Tracciamento: S.M.A.R.T. è un metodo adattabile ad ogni mercato e che ha registrato il più alto tasso di riuscita nel mercato finanziario dove alla concorrenza spietata sul lead al ribasso è diventato necessario contrapporre un’attività di marketing finanziario integrata, strategica e orientata alla qualità.