Coronavirus e mercati finanziari: la situazione reale

Coronavirus e mercati finanziari: com’è davvero la situazione?

Coronavirus. Il 2020, un anno sicuramente difficile da dimenticare. La pandemia ha interessato, in modalità differenti, ogni settore, incluso quello dei prestiti e dei mutui. Questo mercato, infatti, durante il periodo della pandemia da Coronavirus, ha subito una notevole flessione che, fino a qualche mese fa, allarmava gli operatori del settore. Ma la situazione è davvero così preoccupante?

Senza dubbio la mancanza di fiducia, dovuta alla crisi economica (ulteriormente aggravata dal blocco delle attività produttive durante il lungo periodo di lockdown), ha interessato e colpito le famiglie italiane. Queste ultime infatti, a causa del mutato contesto economico, si sono trovate a dover rivedere i propri progetti, e, spesso, a dover bloccare gli investimenti programmati. Tutte le decisioni circa il riprendere o meno quanto prefissato sono state rimandate ad un periodo successivo (e legate ad eventuali miglioramenti).  Nel frattempo si è tenuto sotto osservazione l’andamento della situazione a livello nazionale, nell’attesa (e nella speranza) che si tornasse ad una maggiore stabilità.

Mercato dei mutui in crescita

Il dottor Roberto Anedda*, vicepresidente e direttore Marketing del Gruppo MutuiOnline, in merito a ciò, ha proposto un’analisi rassicurante, sottolineando come la situazione sia diversa rispetto a quanto si possa percepire. “Il mercato dei mutui ha recuperato da Maggio tanto da essere tornato a livelli simili al periodo pre-crisi”.

”Sono state smaltite buona parte delle operazioni che avevano subito un rallentamento amministrativo a causa del lockdown. Soprattutto, è evidente che il mercato è molto dinamico e interessato. Le famiglie sono rimaste abbastanza focalizzate sulla possibilità di acquisto immobiliare nonostante le incertezze generate dalla situazione attuale”, ha poi proseguito.

Il settore ha, dunque, subito un rallentamento inevitabile, ma sarebbe erroneo parlare di crisi. La chiusura delle attività ha, infatti, impedito la realizzazione dei processi di compravendita (a seguito della chiusura degli uffici pubblici competenti) e ciò ha condotto al sopra citato rallentamento. Tuttavia, la ferita si è immediatamente rimarginata non appena la situazione si è normalizzata, grazie anche alla riapertura delle attività della Pubblica Amministrazione.

Rapporto tra le banche italiane e la pandemia

Il rapporto tra le banche e la pandemia non è stato negativo, anzi, ha regalato un ottimo momento alla clientela italiana. I tassi d’interesse sono infatti arrivati ai minimi storici, e ciò ha permesso agli investitori di ottenere condizioni economiche favorevoli. A tal proposito si può citare di nuovo Roberto Anedda*: “Da parte delle banche c’è interesse a supportare la richiesta di finanziamenti grazie al costo del denaro che è ai minimi. Quindi abbiamo la possibilità di avere rate certe e contenute che permettono di affrontare un acquisto immobiliare in modo sereno e ponderato”.

Diverso il discorso per ciò che concerne il settore dei prestiti, il quale rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, ha evidenziato un calo nelle erogazioni. Secondo Anedda* è il settore nel suo complesso a trovarsi in sofferenza almeno in termini di volume, e il motivo lo spiega con queste parole: “Nel settore prestiti si ripercuotono le problematiche più immediate legate al Covid, in particolare per quanto riguarda la redditività delle attività economiche. Ciò ha creato meno possibilità di contrarre debiti e meno “voglia” di sottoscrivere finanziamenti”.

Coronavirus, aumentano i prestiti a privati e imprese

In conclusione, la pandemia da Coronavirus continua a incidere sul mercato del credito. Le ingenti esigenze di liquidità connesse all’emergenza sanitaria nel terzo trimestre hanno continuato a stare dietro all’aumento della domanda di prestiti da parte delle imprese e dei privati. Questo è quanto ha indicato Banca d’Italia, evidenziando che, nel frattempo, è tornata ad aumentare anche la domanda di mutui delle famiglie per effetto del supporto proveniente, come citato prima, dalla riduzione del livello generale dei tassi di interesse.

Per il trimestre in corso le banche si attendono un ulteriore, seppur più contenuto, aumento della richiesta di fondi da parte delle imprese. La domanda di mutui delle famiglie rimarrebbe sostanzialmente invariata, sullo slancio, rilevato dall’Osservatorio di MutuiOnline, delle richieste di mutui per l’acquisto della prima casa registrato nel trimestre a novembre (48% del totale).

Il fatto che il settore stia assistendo ad una crescita importante nonostante il momento, si può evincere da un fattore in particolare. Le aziende che offrono servizi finanziari, infatti, stanno investendo in maniera importante nelle campagne di lead generation, posizionandosi in questo modo sui canali digital e social per cavalcare l’onda di tale sviluppo.
Per maggiori informazioni su questo aspetto è possibile consultare il sito Up Finance, il nostro servizio di Lead Generation Advanced dedicato esclusivamente al settore finanziario.

*Fonte intervista: https://www.mutuionline.it

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